Per noi di Gustoh24 questa è una brutta notizia. Riteniamo che la chiusura di un giornale non sia mai una pagina felice… 

L’ azienda e il direttore di Repubblica, Mario Orfeo, progettano di chiudere la redazione di Parma del giornale e di non rinnovare il contratto a chi vi lavora.

La comunicazione è stata data in un incontro con il Comitato di redazione.

Il Cdr ha respinto con forza questa ipotesi scrivendo: “Continuiamo a chiedere un rilancio di Repubblica, sulle varie piattaforme, e degli investimenti seri, concreti, per fare e offrire più giornalismo di qualità, non di meno. La strada dei tagli e delle dismissioni finora perseguita, lo dimostrano i fatti, rischia di essere senza ritorno. Ci auguriamo che anche la direzione da poco insediata si mostri attenta a questa sollecitazione, certi che già in partenza non voglia né possa avallare una scelta che anche all’esterno darebbe inequivocabilmente un messaggio negativo”.

Per noi di Gustoh24 questa è una brutta notizia perchè riteniamo che la chiusura di un giornale non sia mai una pagina felice non solo per l’editoria.

Ecco perchè in noi oggi non può che esserci amarezza. Ci associamo al comunicato diffuso dall’Associazione della stampa Emilia-Romagna che esprime «solidarietà ai colleghi di Repubblica Parma dopo la decisione unilaterale dell’azienda di chiudere l’edizione online del quotidiano interrompendo il rapporto di lavoro con un giornalista subordinato e alcuni collaboratori».

Repubblica Parma – ricorda il sindacato regionale- fu aperta 16 anni fa e fu una delle prime realtà di Repubblica ad avere solo l’edizione online, un progetto editoriale che puntava a radicarsi maggiormente sul territorio. Questa chiusura per motivi non chiari (anche perché la raccolta pubblicitaria ci risulta in salute) impoverisce ancora di più l’informazione locale».

Appello alle istituzioni locali

L’ Aser chiede all’azienda «di tornare sui suoi passi e alle istituzioni locali di impegnarsi affinché sia scongiurata la chiusura. Confidiamo in un sussulto della politica – conclude l’Assostampa – che nel corso delle ultime elezioni regionali ha completamente ignorato la grave crisi che il settore dell’editoria sta attraversando anche in Emilia Romagna».

Il Comitato di redazione di Repubblica

Care colleghe e cari colleghi,
nei giorni scorsi in un incontro con azienda e direzione è stata paventata la chiusura della redazione di Repubblica Parma e il mancato rinnovo contrattuale del collega Francesco Nani, che vi lavora dal 2008 – cioè da quando è stata aperta – e che oggi è responsabile della pagina online.
Nel motivare questa ipotesi, da parte del management si è sconfessata la ratio della creazione della pagina stessa. Fatto decisamente curioso, se si pensa che in Italia esistono invece esperimenti di successo legati al network di siti di notizie locali; e se si pensa che il nostro principale concorrente sembra perseguire una logica opposta, con l’apertura di pagine dedicate alla cronaca da città minori.
I dati della raccolta pubblicitaria su Parma, per quanto ci consta, ammontano ad una cifra che ripaga i costi di gestione della pagina, che oltre a Nani si avvale della collaborazione di un fotografo a partita Iva e due collaboratrici che si dividono 600 euro lordi al mese.
La nostra preoccupazione è che una logica aziendale legata soltanto al contenimento dei costi colpisca oggi Parma e domani altri settori del giornale senza tenere conto dell’importanza e del valore dell’informazione di qualità, diffusa e radicata sul territorio. Come sottoscritto nell’ultimo piano di riorganizzazione siglato con azienda e direzione, le redazioni locali “rappresentano parte rilevante dell’identità di Repubblica e della sua vocazione di unico vero grande quotidiano diffuso sull’intero territorio nazionale”.
Nel 2017 la nostra redazione, con il Cdr di allora, pretese e ottenne il mantenimento in vita di Repubblica Parma e crediamo sia necessario anche stavolta far sentire la nostra voce. Ci viene chiesto un impegno giornalistico che spesso va al di là del normale orario di lavoro, e nessuno si è mai tirato indietro. Ci sono stati chiesti sacrifici collettivi come redazione, non ultimo il nuovo ed ennesimo piano di prepensionamenti, e anche in questo caso abbiamo risposto con il consueto senso di responsabilità e attaccamento alla nostra comunità.
Continuiamo quindi a chiedere un rilancio di Repubblica, sulle varie piattaforme, e degli investimenti seri, concreti, per fare e offrire più giornalismo di qualità, non di meno. La strada dei tagli e delle dismissioni finora perseguita, lo dimostrano i fatti, rischia di essere senza ritorno.
Ci auguriamo che anche la direzione da poco insediata si mostri attenta a questa sollecitazione, certi che già in partenza non voglia né possa avallare una scelta che anche all’esterno darebbe inequivocabilmente un messaggio negativo.
Buon lavoro
Il Cdr”